KORA-extrait de "Coeur à sons"-Concert commenté
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KYCLOS-Tour 2015
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KYCLOS-Tour 2015

Extrait de la 1ère tournée de KYCLOS en juin-juillet 2015. Passionné par les musiques traditionnelles, ayant voyagé en Inde et en Afghanistan à la rencontre des musiciens porteurs de riches cultures, Fady Zakar choisit en 2014 de nourrir ses racines méditerrannéennes en se tournant vers la Crète. Il entreprend alors quatre voyages en partant de France en voiture, désireux de découvrir et de s’initier à la musique de cette grande île aux riches racines. Les influences minoénnes, helléniques, arabes, ottomanes et vénitiennes de cette terre où la mer et la montagne sont omniprésents confèrent à sa musique et à sa danse un caractère héroique, passionné et entraînant. Sillonant la Crète, les rencontres et les expériences sont au rendez-vous. Fady se lie alors d’amitié avec Manolis Manoussakis, musicien crétois solidement ancré dans la tradition de son île natale et amoureux de son terroir où la vigne et l’olivier règnent depuis l’antiquité. Voyageant au fil de la lyra, vièle emblématique crétoise mais aussi de Constantinople sous sa forme nommée kemençe , il rencontre également Yiannis Panagiotopoulous à Patras, première escale en Grèce en venant d’Italie. Ce dernier nourrit un intérêt particulier pour les musiques d’Asie Mineure. Ces deux rencontres sous le signe du partage et des échanges musicaux font germer tout naturellement la volonté de tisser un repertoire commun. Une première tournée de 11 concerts en seulement deux semaines a lieu en été 2015.
U  FIALË  DI  BALLË  - AU FIL DU BAL
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U FIALË DI BALLË - AU FIL DU BAL

U FIALË DI BALLË Tradition de "I Papeciommiellë" avec PAOLO NAPOLI - organetto SAVERIO MARINO - tamburello Réalisation & Montage - FADY ZAKAR filmé le 9 décembre 2018 au Café Joucla à Camplong (34) lors la dernière soirée de la "SETMANA CALABRAISE" (stages, repas italiens, soirées festives et populaires) organisée par Hélène Bissières et l'association Tifa Tafa Tafanari du 4 au 9 décembre 2018. L'uso di due marionette, in costume da contadini, da carabiniere e contadina o da pulcinella e contadina risalgono a tempi remoti, alte dai 30 ai 50 cm sono dotate di articolazioni libere di braccia e gambe. Queste marionette vengono attraversate da un filo teso tra un paletto fissato ad una estremità  di una cassa di legno (a mò di piccolo palcoscenico) e al ginocchio destro del musicante che, segnando il tempo con ritmici e impercettibili movimenti della gamba, ne provoca il movimento saltellante a tempo di musica. Molte stampe del 1700/1800 ritraggono suonatori ambulanti di zampogna a chiave o a paro. Suonatori che si esibivano in fiere e mercati.  Le marionette servivono ad attrarre un pubblico maggiore, inoltre, come già detto, con il loro movimento scandiscono il ritmo della suonata. In tempi recenti vengono mosse anche al suono dell'organetto. I repertori in uso sono musiche  da ballo, tarantella o valzerini. Non si sa se le origini siano popolari o nobili. Notizie parlano di giochi fatte da non il donne con marionette tese ad un filo da un'estremità all'altra di un tavolo. Detti marionette a tavoletta, burattini da gamba, marionette a la planchette, poupee a la planchette, jigging puppet. Un coppia di marionette costruire a Rossano (cs) nel 1911 sono conservate al Museo di Arti e Tradizioni Popolari di Roma. "...ho veduto un siciliano che faceva meraviglie con due personaggi di legno che lui faceva muovere. Ha fatto i più stupefacenti movimenti con i loro piedi, braccia, gambe, tutto con tale varietà di gesti che io, lo confesso, non sono capace di render  conto di tale ingegnoso meccanismo..."                                                         Geronimo Cardano, De Varietate Rerum 1557, Nurenberg "...antichissimo è questo spettacolo popolare, un sampognaro sopra una tavola proscenio del suo teatro ambulante che porta sempre seco ad armacollo, colloca due burattini sospesi a una cordicella di cui una estremità è legata ad un palo di legno confitto nella tavola, e l'altra alla gamba del sampognaro, che però movendola questi, e per varie guisa agitandola fa che ballino in varie guisa ancora i burattini.."            Usi e Costumi di Napoli, De Bourchard, 1866
PIANTO-Canto della passione
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PIANTO-Canto della passione

“PIANTO” (Canto tradizionale calabrese) Interprete: FRANCESCA LAINO Musica: TANINA - SoundCloud: https://soundcloud.com/user-207406924-485880693 Riprese e montaggio: FADY ZAKAR - www.fadyzakar.com Regia: ACCARDI BIAGIO - www.biagioaccardi.com Le riprese sono state effettuate nella cappella “Mater Domini” di Tortora (Cs)- Italia Con il contributo de: L’ ASSOCIAZIONE CULTURALE CATTIVOTEATRO (Italia) https://cattivoteatro.jimdo.com/ Il canto “Pianto - Canto della Passione” ,qui eseguito e arrangiato magistralmente in una versione con viola a gamba e voce dall’artista francese di origini berbere TANINA, è stato raccolto durante il Venerdì Santo a Diamante (Cs), periodo in cui si svolgono i “Cori della Passione” nelle sere di Quaresima; tradizione nota anche come la “Cordata delle Spine”. Simbologia legata al Melograno Una leggenda racconta che, mentre Gesù saliva la via del Calvario portando sulle spalle la pesante croce, dalla sua fronte, trafitta dalla corona di spine, cadevano gocce di sangue. Gli Apostoli seguivano Gesù da lontano per non farsi vedere, mentre uno di loro si dava da fare per raccogliere i sassolini arrossati dal sangue di Gesù e metterli in un sacchetto. La sera gli Apostoli si radunarono tutti tristi nel Cenacolo. L’apostolo trasse di tasca il sacchetto per mostrare ai compagni le reliquie del sangue di Gesù, ma all’interno trovò un frutto nuovo dalla buccia spessa ed aspra nella quale c’erano tanti chicchi rossi: il melograno, divenuto simbolo della Passione.